Diyarbakir

Written by Romania SalvatoreMarco

Topics: Viaggio

Ci risvegliamo in compagnia di qualche vacca che pascola, ci siamo messi in un posto in cui i pastori portano i propri animali a pascolare. Stanotte posso dire di aver dormito davvero bene, soprattutto perche per la prima volta dormiano in due nela mia tenda abbiamo fatto il separè  tra i due sacchi a pelo e quindi non ho duvuto dormire stretto in un’angolino come ho fatto fin’ora (causa del materasso matrimoniale che ha Claudio che occupa 3/4 della tenda).

Ci rimettiamo in strada iniziando la giornata facendo ripide discese quelle che ieri erano delle salite impegnative, per poter rimetterci nello stradone principale. Dopo un bel po di strada arriviamo in un punto in cui la strada finisce dentro il lago…..mi faccio subito pare pensando di aver sbagliato strada, finche Claudio mi dice che qui bisogna prendere il ferry per portarci dall’altra parte del fiume. Dopo un’attesa di un’ora e mezza montiamo i mezzi sul ferry per poi sbarcare dall’altra parte dove continuamo per la nostra strada. Purtroppo oggi per l’ennesima volta l’attacco diarreico ha colpito anche a me, che mi obbliga a fare piu di qualche sosta lungo la strada prima di arrivare a Diyarbakir la capitale del Kurdistan. Arrivati in questa città ci fermiamo in un centro commerciale per la solita storia di Claudio…deve risolvere la storia del GPS. Appena scendiamo dalle moto notiamo una gran quantità di ragazze, che vestono all’occidentale, certe senza velo in testa e ciò ci rallegra molto visto che lungo la strada, città, paesini che abbiamo attraversato non abbiamo visto presenze famminili.

qui in turchia si vedono solo donne anziane che lavorano i campi, ma ragazze giovani o madri non se ne vedono in giro

Dato la situazione instabile che abbiamo io e Claudio, decidiamo di fermarci a dormire e cercare di fretta un albergo con bagno in camera e internet wi-fi per poterci scambiare foto e video che abbiamo fatto insieme in questi giorni di viaggio. Troviamo l’hotel Grand Palais(non pensate che sia una specie di Sheraton, è un semplice alberghetto da 2 stelle), portiamo su le borse facendoci aiutare dal facchino visto che non ci sta l’ascensore e ci han dato la camera al secondo piano e una volta sistemati in camera iniziamo il tramaccio dei file. Quando è l’ora di passare i file gpx dello spot vediamo che mancano i file dei giorni antecedenti  al 24. Claudio inizia ad andare su tutte le furie, si intesisce e chiama l’assistenza spot per risolvere il problema. Dopo piu di un’ora tra chiamate e imprecazioni, finalmente usciamo a farci un giro nella Diyarbakir by night. Quando usciamo sono piu o meno le 23 e ciò mi deprime perchè qui in turchia da quanto ho visto e quel poco che ho vissuto in qusto paese non ci sta molta vita notturna, bar e baracchini chiudono verso le 21, ma qui invece è diverso essendo una citta davvero grande ci sono baracchini che fanno da mangiare che sono ancora aperti e pieni di persone. Ci dirigiamo verso Ofis una zona vicino l’università, che il tipo dell’albergo ci ha consigliato per poter trovare un po di movimento. Arrivati in questa zona e vedendo che non ci sta un gran che, claudio dopo le mie raccomandazioni di rimanere a digiuno si rischia di prendere un panino con le kofte, in un piccolo ristorantino lungo la strada, dicendomi per l’ennesima volta la seguente frase “Che vita è senza il rischio?” frase che anche le altre volte non gli ha portato una gran fortuna.