Charyn Canyon

Written by Romania SalvatoreMarco

Topics: Viaggio

La mattina verso le dieci partiamo con i nostri bagagli e con dei panini che gentilmente Olga ci ha fatto per il nostro viaggio di oggi, naturalmente dopo aver salutato e ringraziato Ilya e Olga per la loro immensa ospitalità ci dirigiamo verso l’Eldoro caffè per salutare Iellos e ringraziarlo per l’aiuto enormi che ci ha dato in questi giorni. Visto che vicino il caffè di Iellos ci sta il parco Panfilow e visto che in una settimana di soggiorno ad almaty abbiamo solo visitato officine, e negozi decidiamo di andare a visitare questo parco dove ci sta la cattedrale Zendok fatta interamente in legno e che durante il terremoto del 1911 p stata una delle pochissime strutture a rimanere in piedi, oltre alla chiesa ci sta anche il monumento ai caduti con la fiamma perenne in memoria di essi.

Dopo aver visitato il parco ci mettiamo in strada per visitare anche il palaghiaccio(Medey) il piu grande  dell’Asia a con una superficie di 10500 mq e situato a 1600m dal livello del mare, ma una volta arrivati vediamo che è chiuso perchè stanno facendo i lavori per le olimpiadi invernali che si terranno ad Almaty e Astana nel 2014, quindi ci accontentiamo di fare qualche foto. Dopo aver fatto i turisti per due orette decidiamo di uscire dalla citta è andare verso il Canyon! Appena usciti dalla città incontriamo diversi paesetti dove si nota una differenza abissale…. da una metropoli si passa a villaggi molto semplici e poveri, simili a tutti gli altri villaggi che ho incontrato in questo stato. Dopo aver fatto una pausa pranzo fermandoci in un market dove abbiamo preso del pane e un po di salame  riprendiamo la strada dove in questo tratto andiamo sempre rispettando i limiti scritti dai cartelli(70 o 40km/h) perche la strada è piena di poliziotti con il laser pronto a fermarti e a chiederti soldi e ciò ci fare pochi chilometri in un sacco di tempo.

Arriviamo vicino Chilik e il paesaggio cambia completamente, inizia a esserci un panorama fantastico, siamo circondati da montagne spoglie di alberi e da vallate con erba cortissima dove pascolano mandrie di cavalli, non so se selvaggi o se di proprietà di qualcuno, ma vedendo tutto ciò mi piaceva davvero tanto respiravo un clima di pace dove potevo stare in sintonia come me stesso e con la natura. Arriviamo in un punto dove ci sta l’indicazione per il canyon  a 10km di distanza e la strada è terra battuta. Arriviamo all’entrata del Parco dove arriva una jeep con un ragazzo che parla inglese e ci aiuta facendo da traduttore con la guardia che ci sta all’entrata e facendoci strada per andare giu al Canyon visto che ci sta un pezzo molto difficile da fare. Una volta pagato 600tenghe a testa entriamo e seguiamo questa macchina fino ad arrivare al punto critico! E’ una discesa ripidissima di circa 20 25% con sassi e terriccio, dopo aver deciso di non provarci salutiamo i tipi in Jeep, assistiamo alla loro discesa e andiamo verso un’altra strada che ci porterà sopra il canyon. Qui incontriamo un team del Mongol Rally che  passerà la notte con la loro tenda e visto che non ci sono altri posti piani e piu o meno riparati dal vento mettiamo le nostre tende a 100 m da loro. Mentre stiamo montando i nostri rifugi per la notte arriva la jeep di prima che ci lascia giu 5 litri di acqua, dei pomodori, dei cetrioli, dei cetrioli sotto aceto, del pane, due meloni e una bottiglia di Vodka, essendo tutto ciò troppo per noi decidiamo di condividerlo con i ragazzi inglesi unendoci alla loro arricchendo la loro e la nostra cena che all’inizia dovevano essere i panini che ci aveva preparato Olga

Foto con Iellos